IN FONDO IN ME C’E' ANCHE UN PO DI JANE!

Domenica mattina appena rientrata da una passeggiata con le briosce calde e cappuccino, il giornale sotto il mento per cercare di aprire la porta senza far cadere nulla, dopo la doccia e la crema per il corpo, seduta nella cabina armadio, inizio a guardare i miei vestiti appesi: “lo confesso, mi piace guardarli e scopro anche di averne dimenticato qualcuno in tintoria dal duemila sedici! “per poi rubare come al solito la camicia bianca di mio marito!” I miei pensieri iniziano a prendere forma e mi chiedo: “Quanto un’icona del passato o una persona che ho conosciuto mi ha influenzato nella scelta di una capo o di un accessorio?”.

 

…Ho iniziato a pensare da dove sia nato il mio amore per le camicie bianche! Risposta immediata: “Audrey Hepburn - Colazione da Tiffany” lei nel film apre la porta scalza, con la mascherina da notte per dormire in fronte e una camicia bianca extralarge incantevole. Dà lì è cominciata la mia passione per le camicie. “E i tailleur pantalone?” Katharine Hepburn nel film Scandalo a Filadelfia “Come non amarli”.  So con certezza assoluta che ho iniziato ad amare gli abiti chemisier con le cinture da piccola, da quado vidi una foto di mia nonna da ragazza con in braccio mia zia; rimasi lì a fissarla affascinata e ora quando indosso uno chemisier rivedo quella immagine di lei in quella foto. Poi l’amore per le scarpe Mary-Jane, francesine in pelle e l’amore per le borse in paglia lo devo a Jane Birkin! Jane è stata modella, cantante, attrice ma soprattutto musa ispiratrice della famosa borsa Birkin di Hermes. In quegli anni è sempre fotografata con al braccio l’inseparabile cestino di vimini diventato un must, sapeva abbinarlo ad abiti eleganti e sportivi. Quel cestino era la sua borsa, facendolo diventare famosissimo dallo stile anticonformista. Questa ragazza inglese che cantava dando scandalo con “Je t’aime moi non plus”, dalla faccia da lolita, divenne l’emblema dello stile francese. Furla ci fa rivivere le magnifiche atmosfere delle estati degli anni 70 di Jane Birkin con la mini-borsetta in vimini con la pattina di cuoio arricchita da due righe colorate giallo senape e bianco che le regalano quell’aspetto rétro delle calde estati degli anni 70. L’apertura centrale mi riporta a un tempo passato!... Anche Longchamp ci regala una mini-cesta, il suo iconico formato in paglia accostata alla pelle colorata è compatta ed elegante, fresca e casual. Anche lei un vero cult. Le borse in paglia di Furla e di Longchamp ci faranno sentire un po’ ragazze vecchio stile, adorabili, romantiche e scandalose dal fascino naturale come tante lolite, perché lo stile di queste borse come Jene Birkin ha incarnato da sempre un ideale di bellezza rimasto scolpito nella memoria. Credo che tutto quello che viviamo, osserviamo, influenzi il nostro stile e il nostro modo di essere. Eleganza è anche saper scegliere e noi siamo il frutto di quelle scelte; siamo noi a decidere cosa vogliamo o cosa decidiamo di essere. Le mie icone sono tutte loro e ogni giorno mi diverto a rubare dall’armadio di Audrey una camicia bianca, un tailleur da Katherine, da Jane la sua borsa in vimini e da lei i suoi chemisier!

 

 

 

 

Pamela Cocilova

Fashion Blogger


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